Il miele è una medicina?


Disgiungere le proprietà alimentari del miele da quelle terapeutiche è oltremodo difficile. Infatti il miele non può e non deve essere considerato una medicina, i suoi benefici effetti si evidenziano solo con un'uso continuativo ed assumere miele come dolcificante vuol dire non assumerne altri che hanno numerose controindicazioni. Le api sono presenti sulla terra da più di 20 milioni di anni quindi il miele preesite all'evoluzione dell'uomo. È possibile osservare che molte scimmie si cibano di miele che trovano negli alveari naturali. Allora è possibile affermare che il nostro organismo si è "geneticamente" abituato al miele ed è proprio per questo che è il dolcificante migliore. Non ha senso, quindi, assumere miele solo perché si è influenzati. Esso avrà sicuramente un qualche effetto positivo [basti pensare la classica tazza di latte caldo e miele prima di coricarsi], ma solo assumendolo costantemente sarà in grado di rinforzare tutto l'organismo, compreso il sistema immunitario che potrà, quindi, rispondere meglio agli attacchi del virus dell'influenza; e se questo, per un motivo o un altro, prendesse il sopravvento, potrà essere spazzato via più facilmente da un qualsiasi rimedio terapeutico. Quindi il miele, innanzitutto ed essenzialmente, è un alimento. Un alimento energetico, perché ricco di zuccheri ma, al contrario dello zucchero raffinato, sviluppa circa 100 calorie in meno ogni 100 g di prodotto; inoltre, grazie alla presenza di fruttosio, ha un potere dolcificante superiore. Quindi, a parità di peso, il miele dolcifica più dello zucchero. E che il miele sia un ottimo alimento, sicuramente il miglior dolcificante, lo dimostra il grande uso che ne fanno gli atleti. Chi fa dello sport, infatti, sfrutta del miele la sua rapidità nell'essere a disposizione dell'organismo [grazie al suo contenuto in glucosio che viene facilmente trasformato in glicogeno] ma anche la sua azione durevole nel tempo, dovuta al contenuto di fruttosio. E allora è particolarmente indicato per gli sforzi fisici che si protraggono nel tempo: calcio, bicicletta, nuoto, alpinismo, ecc. Ma il miele è per eccellenza il dolcificante dei bambini e delle persone anziane perché favorisce le attività intellettuali e migliora lo sviluppo psichico-fisico. Recentemente è stata svelata la composizione della inibina [l'antibiotico naturale contenuto nel miele] che, ad esempio, ha la proprietà di ridurre fortemente la riproduzione dello Streptococcus Mutans, responsabile della carie dei denti. In realtà si tratta di un meccanismo di formazione che prende il via dall'introduzione nel nettare, da parte dell'ape, di un enzima, la glucoso-ossidasi. L'ape lo fa per mettersi al riparo da possibili degradazioni del prodotto quando ancora non è miele [che per abbondanza di zuccheri, invece, è molto conservabile]; la glucoso-ossidasi trasforma il glucosio in acido gluconico [aumentando il PH del miele] e contemporaneamente si forma acqua ossigenata [che come tutti sanno, è un ottimo battericida]. Ma oltre all'inibina, il miele contiene anche altre sostanze, come i polifenoli, che hanno lo stesso tipo di attività e, poco sappiamo, invece, delle sostanze tipiche delle piante che le api raccolgono insieme al nettare, le quali sappiamo esistere perché ogni miele, a seconda della pianta dove l'ape ha raccolto il nettare, ha caratteristiche sensoriali diverse.